Il programma può essere usato da solo oppure associato alla terapia farmacologica per l’obesità.
La terapia comportamentale e la terapia farmacologica inducono
una perdita di peso attraverso meccanismi differenti, ma
potenzialmente complementari. La terapia comportamentale è
strutturata principalmente per gestire i fattori comportamentali
esterni che influenzano l’assunzione di cibo (es. diminuzione dell’esposizione agli alimenti e degli stimoli a mangiare, aumento della restrizione dietetica e dei livelli di attività fisica). I farmaci per la perdita di peso sono concepiti per influenzare i fattori biologici interni che regolano l’assunzione di cibo e/o il dispendio energetico (es. fame, sazietà, assorbimento dei nutrienti, consumo d’energia) (vedi Figura 11).
Data la loro potenziale complementarietà nel meccanismo d’azione, la combinazione della terapia comportamentale e della terapia farmacologica può produrre risultati migliori rispetto alle singole terapie usate da sole. Tale ipotesi è supportata da uno studio in cui è stato osservato che la combinazione della terapia farmacologica (sibutramina) associata alla terapia comportamentale sia specialistica sia semplificata (simile a quella descritta in questo manuale) ha prodotto una maggior perdita di peso rispetto alle terapie somministrate singolarmente.*
Ci sono quattro modi per associare la terapia farmacologica al programma di terapia comportamentale descritto in questo manuale:
1. Terapia comportamentale seguita dal farmaco. L’opzione è indicata se durante le prime 24 settimane la perdita di peso è inferiore a un calo 1/2 kg la settimana per almeno quattro settimane. L’aggiunta del farmaco può aiutare a migliorare l’adesione alla dieta riducendo il senso di fame e aumentando il senso di sazietà.
2. Terapia comportamentale e farmaco associati fin dall’inizio. L’approccio può essere indicato se nei tentativi precedenti sono state incontrare difficoltà a perdere peso fin dalle prime settimane di trattamento. L’aggiunta del farmaco all’inizio può facilitare e potenziare la perdita di peso nelle prime quattro settimane di cura, un predittore di perdita di peso a lungo termine.
3. Terapia farmacologica aggiunta nella fase di mantenimento.
L’opzione è indicata se nei tentativi precedenti di perdita di
peso non si sono incontrate difficoltà nella fase di perdita di
peso, ma poi non si riusciti a mantenere il peso perduto con
la sola modificazione dello stile di vita. L’aggiunta del farmaco
nel mantenimento può aiutare a mantenere le modificazioni
dello stile di vita finalizzate al mantenimento del peso
descritte nel Passo 4 del manuale.
4. Terapia farmacologica intermittente (es. 12 settimane di assunzione
del farmaco e 6 di sospensione). L’approccio permette
di ridurre il costo della terapia farmacologica e sembra essere
in grado di ottenere la stessa perdita di peso dopo 48 settimane
ottenibile con una terapia farmacologica continuativa.
L’eventuale associazione della terapia comportamentale a quella
farmacologia va discussa con il medico di famiglia che assieme a
voi valuterà i pro e i contro di questa scelta e delle quattro opzioni
terapeutiche descritte sopra.
|
|
Farmacoterapia
Modifica l’ambiente interno |
|
Modificazione stile di vita
Modifica l’ambiente esterno |
▼fame |
|
▼esposizione al cibo |
▼ preoccupazioni per cibo |
|
▼ stimoli alimentari |
▲ sazietà |
|
▲ restrizione |
▲ malassorbimento nutrienti |
|
▲ attività fisica |
|
|
|
|
|
|
| |
Figura 11. La farmacoterapia e la terapia comportamentale finalizzata alla modificazione dello stile di vita hanno un effetto addittivo
Adattata da Wadden T.A. et al. Arch Intern Med 2001;161:218-227.
|
|
|
|
|
* Wadden TA, Berkowitz RI, Womble LG, et al. Randomized Trial of Lifestyle Modification and Pharmacotherapy for Obesity. N Engl J Med. November 17,
2005 2005;353(20):2111-2120. |