MANUALE DI APPROFONDIMENTO DELL'ALGORITMO

“GESTIONE DEL PAZIENTE IN SOVRAPPESO E OBESO IN MEDICINA GENERALE”
Documento di Sintesi esplicativo dell'Algoritmo

 
PUNTO 1

RACCOLTA DEI DATI ANTROPOMETRICI

L'indice di massa corporea è definito come il rapporto tra massa e altezza secondo la seguente formula: IMC= massa (kg)/ altezza2 (m).
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, Geneve 1997) ha stabilito delle categorie di peso in base al IMC, correlandole al rischio di malattia e di mortalità (tabella 1)

Categoria di peso corporeo

IMC (m2 )
Rischio di malattia
Sottopeso
<18,5

Basso

Normale

18,5 – <25
Medio
Sovrappeso
25 – < 30
Aumentato

Obesità:
classe I
classe II
classe III


30 – < 35
35 – <40
>=40


Alto
Molto alto
Estremamente alto


Il livello di rischio in rapporto alla circonferenza vita (cm) è invece definito secondo quanto indicato nella tabella 2

Circonferenza Vita
(cm)

Maschi

Femmine
Livello di rischio

<94

<80

Nessuno

94-102

80-88
Moderatamente aumentato
>102
>88
Notevolmente aumentato

Tali tabelle sono utilizzate anche per la valutazione del rischio legato all'obesità, in presenza di altre patologie e/o altri fattori di rischio cardiovascolare.

PUNTO 2
 


NON INDICAZIONE SPECIFICA ALLA PERDITA DI PESO

Nei pazienti in cui l' IMC è maggiore o uguale a 18,5 kg/m2 e minore di 25 kg/m2 e/o in cui la circonferenza vita è inferiore o uguale a 102 cm per gli uomini o a 88 cm nelle donne, non vi è un'indicazione specifica alla perdita di peso.

Tuttavia, i soggetti normopeso dovrebbero essere incoraggiati a mantenere il loro peso nel range della normalità ed educati a condurre uno stile di vita salutare che include:

• bilanciamento tra calorie introdotte e spesa energetica;
• dieta con un adeguato apporto di frutta e verdure fresche;
• attività fisica regolare, di intensità moderata (almeno 30 min al giorno per 5 o più giorni alla settimana);
• cessazione dell'abitudine tabagica;
• limitazione dell'assunzione di alcool e di caffeina, se eccessivi (>25 g/die di alcool nelle donne e >40 g/die negli uomini; >300 mg/die
  di caffeina);
• regolarità del sonno;
• gestione dello stress.

I soggetti normopeso dovrebbero essere rivalutati annualmente mediante la misurazione dell'IMC e della circonferenza vita.

Tuttavia, indipendentemente dal valore dell'IMC, il medico può valutare e gestire l'opportunità della perdita di peso in soggetti con particolari malattie croniche quali ad esempio, diabete mellito tipo 2, patologie osteoarticolari, malattie cardiovascolari, sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).

 

Nei soggetti non in sovrappeso (con IMC inferiore a 25 kg/m2 o con un peso al di sotto del 75° percentile per età) e di età compresa tra 12 e 28 anni che chiedono di perdere peso, è utile indagare circa l'eventuale esistenza di “segnali di allarme” per disturbi dell'alimentazione.

In alcuni casi è necessario mettere in guardia dai pericoli derivanti dalla restrizione calorica e dalla perdita di peso in soggetti non sottopeso, come conseguenza della pressione culturale nei confronti dei modelli di magrezza.

 

I principali segnali di allarme sono: 
 perdita di peso rapida o non necessaria
 preoccupazione eccessiva per il peso e/o per la forma del corpo
 comportamenti estremi di controllo del peso (es. dieta ferrea)
 scuse per non mangiare
 vomito autoindotto
 uso improprio di lassativi e/o diuretici
 abbuffate
 evitamento di situazioni sociali con cibo
 isolamento sociale
 esercizio fisico eccessivo
 cambiamento nell'abbigliamento
 labilità d'umore
 irritabilità
 ansia e depressione
 stanchezza
 sensibilità al freddo
 vertigini
 svenimenti
 amenorrea
 check del peso e della forma corporea frequenti e anomali

PUNTO 3A. RACCOLTA DI ANAMNESI GENERALE, ALIMENTARE E DELL'ATTIVITA' FISICA
 


3 A1. RACCOLTA DELLA ANAMNESI GENERALE

 

In tutti i pazienti con IMC maggiore o uguale a 25 kg/m2 andrebbe raccolta un'accurata anamnesi generale, seguita da più specifiche anamnesi della alimentazione e della attività motoria.

La raccolta dell'anamnesi deve comprendere un'indagine sulla storia del peso e su eventuali precedenti tentativi di perdere peso (es. se il paziente ha seguito precedenti programmi, di che tipo, se sono stati guidati da un medico, se ha assunto farmaci per perdere peso)

In particolare, riguardo alla storia del peso, è opportuno che il medico abbia informazioni su:
• l'epoca di esordio dell'aumento del peso;
• gli eventi che hanno contribuito e/o scatenato l'aumento di peso (condizioni esterne o interne che hanno favorito l'adozione di uno stile di vita sbilanciato);
• il peso pre-morboso (ovvero il peso abituale prima dell'aumento di peso);
• il peso a 20 anni;
• il peso massimo e l'età in cui esso si è stato raggiunto;
• il peso minimo raggiunto con eventuali altri trattamenti per la riduzione del peso;
• i motivi della/e ricadute.


 

3 A2. RACCOLTA DELL'ANAMNESI ALIMENTARE

 

Il medico, mediante domande aperte, deve ottenere dal paziente informazioni su:
  • la abituale frequenza di assunzione dei pasti (numero dei pasti al giorno);
  • la quantità (porzioni) e qualità del cibo che assume;
  • il luogo dove abitualmente consuma i pasti.
Per ottenere in modo semplice queste informazioni può essere utile chiedere al paziente cosa ha mangiato nelle ultime 24 ore (“recall” delle 24 ore precedenti). Spesso delle semplici domande aperte quali “come giudica le sue abitudini alimentari” oppure “perchè secondo lei ha cominciato a prendere peso” possono aiutare a rilevare particolari comportamenti alimentari e/o caratteristiche specifiche della alimentazione del paziente.

Per maggiori dettagli su come impostare una anamnesi alimentare più approfondita, consultare l' Appendice 1

 

3 A3. RACCOLTA DELL'ANAMNESI DELL'ATTIVITA' MOTORIA

 

Così come nell'indagine alimentare, anche nell'anamnesi della attività motoria alcune semplici domande possono aiutare ad inquadrare lo stile di vita del paziente.
Esempi di domande utili sono:
  •  Come giudica il suo livello di attività fisica
     Sedentario (non svolge alcuna attività motoria e/o compie meno di 5.000 passi al giorno).
     Poco attivo (svolge un lavoro seduto con nessuna possibilità di movimento, con poca o nessuna attività motoria pesante nel tempo libero
     e/o compie tra 5.000 e 7.499 passi al giorno).
     Attivo (svolge un lavoro in piedi o seduto con necessità di movimento, ridotta attività motoria pesante nel tempo libero e compie tra 7.500
     e 9.999 passi al giorno).
     Molto attivo (svolge un lavoro pesante, molta attività motoria d'intensità elevata nel tempo libero e compie almeno 10.000 passi al giorno).

 •  Svolge attività fisica strutturata (ad esempio esercizio fisico in palestra o sport)?
     Si ? No ?
     Se si: di che tipo di attività si tratta?
     Se svolge un'attività sportiva, è agonistica o non agonistica?
     A quale intensità ritiene di praticarla?
     Per quanto tempo al giorno la svolge e con che frequenza settimanale?

 •  Che tipo di lavoro svolge?

 Per maggiori dettagli su come impostare una anamnesi più approfondita dell'attività motoria, consultare l' Appendice 2

PUNTO 3B ESAME OBIETTIVO GENERALE E PRESCRIZIONE DEGLI ESAMI GENERALI
 


3 B1. ESAME OBIETTIVO GENERALE

 

A tutti pazienti con IMC maggiore o uguale a 25 kg/m2 va eseguito un accurato esame obiettivo generale, che deve tener conto che l'obesità spesso si associa (o può essere secondaria) e/o determina e/o complica altre patologie.
Per una trattazione più approfondita, soprattutto in relazione a segni che possono suggerire la presenza di altre patologie si rimanda all'approfondimento.


 

3 B2. PRESCRIZIONE ESAMI GENERALI

 

Per la individuazione delle alterazioni croniche di salute associate all'eccesso di peso, è opportuno richiedere i seguenti esami ematochimici di primo livello:
  • Glicemia a digiuno
  • Trigliceridemia, Colesterolemia Totale, colesterolo HDL, colesterolo LDL (calcolato)
  • Es. Emocromocitometrico
  • Azotemia, Creatinina
  • Uricemia
  • AST, ALT, ϒGT

In casi selezionati è opportuno che vengano suggerite indagini specialistiche (di secondo livello) in base alla patologia sospetta.
Ad esempio:
  • nel sospetto di cardiopatie: ECG, ecocardiogramma (Consulenza Cardiologica);
  • nel sospetto di malattie respiratorie: polisonnografia (Consulenza Pneumologica);
  • nel sospetto di malattie articolari è sufficiente l'anamnesi e l'esame obiettivo, solo in casi specifici: radiografia delle articolazioni
    interessate (Consulenza Ortopedica/Reumatologica);
  • nel sospetto di patologie ginecologiche: ecografia pelvica (Consulenza Ginecologica);
  • nel sospetto di malattie del fegato e delle vie biliari : ecografia del fegato e vie biliari (Consulenza Internistica/Chirurgica);
  • nel sospetto di malattie endocrine: Consulenza Endocrinologica;
  • PCR;
  • Insulinemia a digiuno per la valutazione di una eventuale insulino-resistenza (calcolo di HOMA (Homeostasis Model Assessment):
    Insulinemia a digiuno (U/l) x glicemia a digiuno (mmol/l) /22,5; v.n. < 2).
 

 

3 B3. EVIDENZIARE EVENTUALI ALTERAZIONI CRONICHE DI SALUTE ASSOCIATE ALL'ECCESSO DI PESO

 

Diverse linee guida per il trattamento di malattie croniche suggeriscono di promuovere interventi sullo stile di vita finalizzati alla perdita di peso nella gestione della ipertensione arteriosa, nella prevenzione e nella terapia del diabete mellito di tipo 2 e nel controllo della dislipidemia. Il razionale alla base di questi suggerimenti è che la perdita di peso ha mostrato di avere effetti positivi su questi outcome. La valutazione della presenza di una o più delle alterazioni sopra descritte, è finalizzata da una parte a identificare i pazienti in sovrappeso che beneficerebbero del programma di perdita di peso e dall'altra a scegliere la strategia terapeutica più adatta al singolo paziente.

Le alterazioni croniche di salute associate all'eccesso di peso da valutare sono:
  •  Ipertensione arteriosa
  •  Diabete mellito di tipo 2
  •  Dislipidemia
  •  Sindrome metabolica
  •  Sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS)
  •  Malattie degenerative delle articolazioni

 Il programma di perdita di peso dovrebbe essere proposto a:
  • pazienti in sovrappeso con IMC maggiore o uguale a 25 kg/m2 e inferiore a 30 kg/m2 con una o più alterazioni croniche di salute
    associate all'eccesso di peso;
  • pazienti con circonferenza vita maggiore di 102 cm negli uomini o maggiore di 88 cm nelle donne con una o più alterazioni croniche di
    salute associate all'eccesso di peso;
  • obesi con IMC maggiore o uguale a 30 kg/m2 .

PUNTO 4
 


VALUTARE LA PRESENZA DI CONTROINDICAZIONI ALLA PERDITA DI PESO

Non è opportuno iniziare il programma di gestione integrata dell'obesità, così come decritto nell'algoritmo nel setting della Medicina Generale, nei seguenti casi:

• Depressione maggiore
• Bulimia nervosa
• Gravidanza e allattamento
• Disturbo da alimentazione incontrollata: il paziente va inviato per una valutazione ad una équipe multidisciplinare, eventualmente in
   ambiente protetto (Riabilitazione Residenziale)
• Intolleranza alle emozioni, abuso di alcool o stupefacenti, comportamenti autolesivi: anche in questo caso è opportuno che il paziente venga
   valutato da una équipe multidisciplinare, eventualmente in ambiente protetto (Riabilitazione Residenziale)
• Scompenso cardiaco: il paziente va inviato ad una équipe multidisciplinare, eventualmente in ambiente protetto
   (Riabilitazione Residenziale)
• Neoplasie
• Soggetti affetti da patologie gravi per i quali una restrizione calorica potrebbe esacerbare la patologia stessa

Per i pazienti nelle condizioni sopraelencate il Medico di Medicina Generale (MMG) valuterà interventi personalizzati sullo stile di vita o la eventuale riproposta del percorso al termine della persistenza della condizione escludente (es. gravidanza).

PUNTO 5
 


VALUTARE SE IL PAZIENTE SIA DETERMINATO A PERDERE PESO

La disponibilità a perdere peso dovrebbe essere valutata da un'indagine diretta.
I pazienti che dimostrano un'adeguata disponibilità a perdere peso, ovvero i pazienti che si sentono pronti e pensano di riuscire con impegno, possono intraprendere il programma di trattamento. Al contrario i pazienti che non si dimostrano pronti a perdere peso, dovrebbero ricevere un intervento motivazionale.

Per comprendere se il paziente è veramente motivato, bastano dei semplici esercizi.

• Riempire la tabella dei vantaggi e degli svantaggi della riduzione del peso e del mantenimento del peso perso nel tempo:


Vantaggi derivanti dalla riduzione
del peso e dal suo mantenimento

Svantaggi derivanti dalla riduzione del peso
e dal suo mantenimento
.................................................................
.................................................................


• Porre al paziente 4 semplici domande:
    ◊  Da 0 a 10, quanto si sente motivato?
      0____________________________________________________10

    ◊  Da 0 a 10, quanto è pronto a perdere e mantenere il peso perso?
      0____________________________________________________10

    ◊  Da 0 a 10, quanto è disposto ad impegnarsi
      0____________________________________________________10

    ◊  Qual è il suo peso desiderato, cioè il peso che pensa di dover e poter probabilmente raggiungere con il trattamento?


E' necessario chiarire al paziente che l'obiettivo di ridurre il peso è difficile da ottenere e da mantenere e che richiede una collaborazione attiva.
E' inoltre importante chiarire che il rapporto medico-paziente non verrà in alcun modo pregiudicato anche se i risultati ottenuti non dovessero corrispondere a quelli attesi.
Nel caso in cui il paziente non si senta pronto, l'inizio del programma può essere rimandato a quando si sentirà pronto.

PUNTO 6
 


CERCARE DI MOTIVARE IL PAZIENTE E/O RIVALUTARNE LA DETERMINAZIONE

Qualora il paziente, sulla base della valutazione o per sua personale affermazione, non sia motivato a intraprendere il programma per perdere peso, non bisogna abbandonarlo a se stesso ma cercare di ingaggiarlo e di monitorare periodicamente l'IMC.

E' importante ricordare al paziente quali sono i vantaggi della perdita di peso intenzionale:

• riduzione dei rischi per la salute;
• migliore controllo pressorio, dell'assetto lipidico e glicemico;
• miglioramento dello stato di forma fisica;
• effetti positivi sull'umore, sulla autostima e sulla vita sociale.

Contemporaneamente il medico deve suggerire delle strategie per cercare di mantenere il peso, tra cui:

• controllare e annotare il peso una volta alla settimana;
• adottare uno stile di vita attivo;
• seguire una dieta povera di grassi.

Il medico inoltre deve trattare le alterazioni croniche di salute eventualmente associate, anche se il paziente non inizia il programma per la perdita di peso.

PUNTO 7
 


RICHIEDERE LA COMPILAZIONE DEL DIARIO ALIMENTARE E DEL DIARIO DELL'ATTIVITA' MOTORIA

Gli obiettivi della compilazione del diario sono molteplici. La compilazione del diario permette di ottenere indicazioni sulla motivazione del paziente ad aderire al programma e di valutare la alimentazione e lo stile di vita del paziente e stimare il suo stato di forma fisica per aiutarlo a divenire più consapevole del suo bilancio energetico. Inoltre il medico sulla base delle informazioni contenute nel diario potrà impostare strategie personalizzate per la perdita di peso (dietetiche, motorie, farmacologiche e comportamentali). A tale scopo il paziente verrà invitato a compilare il diario alimentare e della attività motoria. La compilazione deve essere effettuata in due giorni della settimana, uno feriale e uno festivo. Occorre sapere che non tutti i pazienti gradiscono compilare il diario e che subito pongono degli ostacoli del tipo: “non ho tempo”, “aumenta la mia preoccupazione per il cibo”, “mi vergogno degli altri”, “l'ho già fatto in passato e non ha funzionato”.
E' quindi opportuno che il medico brevemente evidenzi al paziente i vantaggi derivanti dalla compilazione del diario e cerchi di superare gli ostacoli a compilarlo. I vantaggi della compilazione del diario sono stati dimostrati ampiamente e si possono brevemente riassumere in :
• maggiore perdita di peso rispetto ai pazienti che non compilano il diario;
• maggiore consapevolezza dei propri comportamenti disfunzionali e quindi maggiore disponibilità a cambiarli;
• maggiore controllo della alimentazione.

Inoltre compilare il diario aiuta a mettere in relazione il consumo alimentare e il contenuto calorico con il peso e permette di valutare i cambiamenti, rinforzando la motivazione. Il medico spesso si trova di fronte a pazienti che riferiscono ostacoli alla compilazione del diario. I più frequenti ostacoli nella pratica clinica sono:

• il tempo necessario per la compilazione (il medico dovrebbe spiegare che ne è richiesto pochissimo, subito dopo l'assunzione del cibo
  e lo svolgimento dell'attività motoria);
• preoccupazione (il medico dovrebbe rassicurare che essa è presente solo inizialmente e si riduce con la perdita di peso);
• vergogna (il medico dovrebbe ribadire che si tratta di un documento privato e riservato);
• non funziona (in questo caso potrebbe essere utile che il medico rinforzasse il concetto dei vantaggi della compilazione del diario
  e che precisasse che questo diario è diverso dagli altri in quanto le informazioni vengono usate in modo differente).

Una volta spiegate le ragioni per cui il diario viene ritenuto uno strumento importante per iniziare il programma, il medico può consegnare al paziente una copia del modello di diario alimentare e del diario dell'attività motoria.

Uso del Diario

Una volta compilato dal paziente per due giorni, uno feriale e uno festivo, e riconsegnato, il diario va analizzato attentamente per:

• la stima quantitativa e qualitativa dei cibi consumati dal paziente (cosa e quanto);
la valutazione dello stile alimentare (dove, a che ora, in quanto tempo, con chi);
• il calcolo del consumo di alcool e bevande zuccherate;
• la stima del dispendio energetico giornaliero medio, che tenga conto di tutte le attività motorie svolte dal soggetto
  (attività motoria nella vita lavorativa, domestica e sociale, esercizio fisico e sport);
• la rilevazione della presenza di alimentazione compulsiva o altri comportamenti disfunzionali (piluccamento, alimentazione notturna, ecc.);
• individuare le preferenze del soggetto in relazione all'alimentazione e alle attività motorie;
• la prescrizione del progetto alimentare (dieta);
• la valutazione delle abitudini motorie;
• la prescrizione della modifica delle attività motorie;
• impostare i primi obiettivi di cambiamento comportamentale dello stile di vita (non solo alimentazione e attività motoria, ma anche tempo
  libero, relazioni, attività di auto-nutrimento).

Per esempi di diario alimentare e dell'attività motoria con rispettive istruzioni per la compilazione riferirsi all' Appendice 3.

Coloro i quali, utilizzando i dati raccolti con il diario delle attività motorie, vogliano calcolare il Dispendio Energetico (DE) possono far riferimento all'approfondimento.

PUNTO 8
 


PROGRAMMARE E CONCORDARE CON Il PAZIENTE GLI OBIETTIVI E GLI INTERVENTI DI CONTROLLO DEL PESO

Il soggetto in sovrappeso od obeso che vuole dimagrire, per ottenere risultati tangibili e mantenerli nel tempo deve fondamentalmente modificare i propri stili di vita.
Per permettergli di ottenere il risultato desiderato è necessario che il medico impari a utilizzare, gestire e proporre all'assistito più strumenti tra loro combinati, che si basano su diversi approcci: uno dietetico, uno imperniato su uno stile di vita attivo e sull'esercizio fisico, uno farmacologico, uno comportamentale.
Per il medico il quale decida che per il suo assistito sia opportuno perdere peso seguendo un programma strutturato di modificazione del comportamento del paziente, sarà necessario sviluppare adeguate conoscenze e competenze in tale ambito.
Il progetto mette a disposizione il manuale “Perdere Peso con il tuo Medico” che è una “summa” delle procedure e delle strategie della terapia cognitivo comportamentale dell'obesità applicata nei maggiori centri clinici e di ricerca.
Tale programma è strutturato per essere usato dall'assistito con la guida di un medico di famiglia, opportunamente formato nell'applicazione del trattamento; questa forma d'intervento si chiama auto-aiuto guidato.
L'auto-aiuto guidato prevede che il soggetto in sovrappeso/obeso diventi terapeuta di se stesso mentre il ruolo del medico non è direttivo ma è di supporto all'esecuzione del programma. In pratica, il medico supporta il paziente nella valutazione dei suoi miglioramenti, fornisce incoraggiamento e, nei momenti difficili, aiuto per l'identificazione dei problemi e per la loro risoluzione.
Il programma è strutturato in quattro sezioni, studiate per essere utilizzate una dopo l'altra:
   Sez. 1: Monitoraggio dell'alimentazione e dell'attività fisica e misurazione del peso
   Sez. 2: Modifica dell'alimentazione e dell'attività fisica
   Sez. 3: Analisi e superamento degli ostacoli alla perdita di peso
   Sez. 4: Analisi e superamento degli ostacoli al mantenimento del peso perduto.

PUNTO 9
 


OBIETTIVI E STRATEGIE DI INTERVENTO PER PAZIENTI CON IMC COMPRESO TRA 25 kg/m2 E 26,9 kg/m2 CON ALMENO UNA ALTERAZIONE CRONICA DI SALUTE ASSOCIATA ALL'ECCESSO DI PESO


Gli obiettivi sono:

•  modificare lo stile di vita;
•  prevenire ulteriore aumento di peso;
•  determinare un moderato calo di peso e mantenerlo nel tempo;
•  intervenire sulle eventuali alterazioni croniche di salute associate.

Le strategie sono :

• riduzione dell'apporto calorico totale di 500-1000 kcal/die;
• riduzione della quota totale di grassi (<30% kcal totali);
• riduzione attività sedentarie;
• incremento vita attiva;
• eventuale attività motoria strutturata (ad esempio esercizio fisico in palestra e sport);
• terapia comportamentale.

PUNTO 10
 


OBIETTIVI E STRATEGIE DI INTERVENTO PER PAZIENTI CON IMC COMPRESO TRA 27 m2 E 29,9 m2 CON ALMENO UNA ALTERAZIONE CRONICA DI SALUTE ASSOCIATA ALL'ECCESSO DI PESO


Gli obiettivi sono:

•  modificare lo stile di vita;
•  determinare un moderato calo di peso e mantenerlo nel tempo;
•  intervenire sulle eventuali alterazioni croniche di salute associate.

Le strategie sono :

• riduzione dell'apporto calorico totale di 500-1000 kcal/die;
• riduzione della quota totale di grassi (<30% kcal totali);
• riduzione attività sedentarie;
• incremento vita attiva;
• eventuale attività motoria strutturata (ad esempio esercizio fisico di tipo aerobico e di intensità moderata per almeno 30 minuti al giorno);
• terapia comportamentale;
• terapia farmacologica in accordo con le indicazioni e controindicazioni presenti nelle schede tecniche (Appendici 5).

PUNTO 11
 


OBIETTIVI E STRATEGIE DI INTERVENTO PER PAZIENTI CON IMC COMPRESO TRA 30 kg/m2 E 34,9 kg/m2 CON O SENZA ALTERAZIONI CRONICHE DI SALUTE ASSOCIATE ALL'ECCESSO DI PESO


Gli obiettivi sono:

• modificare lo stile di vita;
• determinare un moderato calo di peso e mantenerlo nel tempo;
• intervenire sulle alterazioni croniche di salute associate.

Le strategie sono :

• riduzione dell'apporto calorico totale di 500-1000 kcal/die;
• riduzione della quota totale di grassi (<30% kcal totali);
• riduzione attività sedentarie;
• incremento vita attiva;
• eventuale attività motoria strutturata (ad esempio esercizio fisico in palestra di tipo aerobico e di intensità moderata utilizzando
  ergometri quali cicloergometro, remoergometro ed ergometro a manovella per arti superiori);
• terapia comportamentale;
• terapia farmacologica in accordo con le indicazioni e controindicazioni presenti nelle schede tecniche (Appendici 5).

PUNTO 12
 


OBIETTIVI E STRATEGIE DI INTERVENTO PER PAZIENTI CON IMC COMPRESO TRA 35 kg/m2 E 39,9 kg/m2 CON O SENZA ALTERAZIONI CRONICHE DI SALUTE ASSOCIATE ALL'ECCESSO DI PESO


Gli obiettivi sono:

•  modificare lo stile di vita;
•  determinare il calo di peso possibile in 24 settimane e mantenerlo nel tempo;
•  ridurre i fattori di rischio e le eventuali comorbilità;
•  ridurre il rischio e/o ridurre le disabilità correlate all'obesità.

Le strategie sono :

• riduzione dell'apporto calorico totale di 500-1000 kcal/die;
• riduzione della quota totale di grassi (<30% calorie totali);
• riduzione attività sedentarie;
• incremento vita attiva;
• eventuale attività motoria strutturata (ad esempio esercizio fisico in palestra di tipo aerobico e di intensità inizialmente lieve
  e poi moderata aumentando gradatamente le durate delle sessioni di attività);
• terapia comportamentale;
• terapia farmacologica in accordo con le indicazioni e controindicazioni presenti nelle schede tecniche (Appendici 5).

PUNTO 13
 


OBIETTIVI E STRATEGIE DI INTERVENTO PER PAZIENTI CON IMC MAGGIORE O UGUALE A 40 kg/m2 CON O SENZA ALTERAZIONI CRONICHE DI SALUTE ASSOCIATE ALL'ECCESSO DI PESO


Gli obiettivi sono:

• modificare lo stile di vita;
• determinare il calo di peso possibile in 24 settimane e mantenerlo nel tempo;
• ridurre i fattori di rischio e le eventuali comorbilità;
• ridurre le disabilità correlate all'obesità.

Le strategie sono :

• riduzione dell'apporto calorico totale di 500-1000 kcal/die);
• riduzione della quota totale di grassi (<30% calorie totali);
• riduzione attività sedentarie;
• incremento vita attiva;
• eventuale attività fisica strutturata (ad esempio esercizio fisico in palestra di tipo aerobico e di intensità inizialmente lieve
   e poi moderata aumentando gradatamente le durate delle sessioni di attività);
• terapia comportamentale;
• terapia farmacologica in accordo con le indicazioni e controindicazioni presenti nelle schede tecniche (Appendici 5).

PUNTO 14
 


CONTROLLI AMBULATORIALI DEI DATI ANTROPOMETRICI CONCORDATI CON IL PAZIENTE

Sia che la scelta concordata con il paziente risulti essere il programma comportamentale in forma di auto-aiuto guidato, così come nel caso sia stato prescritto un programma specifico di attività motoria associata alla prescrizione nutrizionale ipocalorica, è necessario effettuare controlli periodici.
I controlli sono finalizzati alla valutazione del calo ponderale e della riduzione della circonferenza vita, dello stato di salute e del grado di impegno e collaborazione attiva del paziente.
L'incontro è anche una opportunità per chiarimenti sulla prescrizione dietetica e di attività motoria e per sue eventuali modifiche e costituisce un'occasione per rinforzare la motivazione e la collaborazione del paziente, evidenziando gli effetti benefici dei risultati ottenuti o cercando possibili soluzioni agli ostacoli che avessero eventualmente rallentato la riduzione ponderale.
E' consigliabile che la cadenza dei controlli sia almeno mensile nel primo semestre del programma, fase orientata principalmente alle modifiche dell'alimentazione e delle attività motorie, al fine di ottenere il calo di peso possibile in 24 settimane.
Nel secondo semestre, dedicato al consolidamento dei cambiamenti effettuati, e quindi alla prevenzione del recupero del peso (fase di mantenimento), è consigliabile effettuare i controlli almeno ogni due mesi.
Tra un controllo e l'altro al paziente è raccomandata l'esecuzione settimanale dell'autocontrollo del peso. E' opportuno che il paziente registri il peso misurato settimanalmente su una scheda, con osservazioni sugli eventuali ostacoli incontrati. Durante il controllo mensile, questa scheda consente al medico e al paziente di analizzare l'andamento del programma e trovare soluzioni ad eventuali problemi riportati.
Al sesto mese del programma la prescrizione nutrizionale và modificata con aumento dell'apporto calorico di 300/800 kcal giornaliere, mantenendo i livelli di attività motoria, al fine di arrestare il calo di peso e stabilizzarlo.
Nella fase di prevenzione del recupero del peso il paziente deve essere educato a modificare la sua alimentazione e ad aumentare i livelli di attività motoria in base alle variazioni settimanali del peso, che saranno considerate normali se oscillanti di +/- 2 kg. L' Appendice 6 contiene un grafico dove inserire il peso all'inizio della fase di mantenimento e il peso registrato ogni settimana. Nel grafico sono evidenziate due linee (binari di mantenimento del peso): la superiore rappresenta il livello di peso massimo (2 kg sopra il peso iniziale), l'inferiore il livello di peso minimo (2 kg sotto il peso iniziale). Esse consentono di individuare i limiti di oscillazione del peso superati i quali è necessario modificare la strategia per il mantenimento del peso.


PUNTO 15
 


VALUTAZIONE DELL'ESITO AL DODICESIMO MESE

L'esito del programma va valutato al 12° mese e considerato soddisfacente quando la riduzione del peso nei primi sei mesi e il mantenimento nei mesi successivi risulti compreso tra il 5 e il 10% del peso iniziale.
Quando l'esito è positivo si riconfermano i consigli per uno stile di vita salutare e per il mantenimento del peso. Quando l'esito del programma non è soddisfacente, il medico di medicina generale dovrà valutare strategie alternative a quelle finora messe in atto.


PUNTO 16
 


ESITO NEGATIVO:

Nel caso di ripetuti fallimenti della terapia ambulatoriale in pazienti con IMC maggiore o uguale a 25 kg/m2 con almeno una alterazione cronica di salute associata all'eccesso di peso o con IMC maggiore o uguale a 35 kg/m2 con o senza alterazione cronica di salute associata, il MMG deve considerare l'invio del paziente a un centro specialistico.

Per pazienti con IMC maggiore o uguale a 30 kg/m2 va valutata l'opportunità di iniziare una Riabilitazione Residenziale (Appendice 9 ) laddove presente nel territorio una struttura specializzata.
L' Appendice 7 contiene un elenco di strutture specializzate presenti attualmente sul territorio nazionale.
L' Appendice 8 contiene un esempio di “Scheda per la valutazione della appropriatezza al Ricovero presso strutture accreditate di Riabilitazione nutrizionale”.


PUNTO 17
 


ESITO NEGATIVO:

Nel caso di ripetuti fallimenti della terapia ambulatoriale in pazienti con IMC maggiore o uguale a 35 kg/m2 con almeno una alterazione cronica di salute associata all'eccesso di peso o con IMC maggiore o uguale a 40kg/m2 con o senza alterazione cronica di salute associata, il medico deve suggerire interventi che si differenziano a seconda del grado di obesità.


• Per pazienti con IMC maggiore o uguale a 35kg/m2, il MMG deve considerare l'invio a un centro specialistico o una valutazione chirurgica.
  Nel caso di fallimento della riabilitazione residenziale o nella necessità di una rapida e consistente riduzione ponderale prendere
  in considerazione la terapia bariatrica.
• Per pazienti con IMC maggiore o uguale a 40 kg/m2 è opportuno prendere in considerazione la terapia bariatrica quando viene ritenuta
  necessaria una rapida e consistente riduzione ponderale. La riabilitazione residenziale, laddove presente, va valutata in caso di rifiuto
  o controindicazione alla chirurgia bariatrica oppure nella preparazione alla chirurgia bariatrica o ad altri interventi chirurgici.

Appendice 10 (trattamento chirurgico)

PUNTO 9-10-11-12-13
 
TERAPIA DIETETICA
 


La strategia più efficace per raggiungere gli obiettivi proposti prevede l'azione combinata della restrizione dietetica e dell'incremento dell'attività motoria, con l'ausilio della terapia comportamentale. Dopo 6 mesi di trattamento combinato, è necessario stabilizzare il cambiamento dello stile di vita per il mantenimento del risultato ottenuto.
Il regime dietetico non necessita di differenziazione qualitativa in base al livello dell'IMC.
La dieta ipocalorica è utile anche per facilitare il controllo dei fattori di rischio spesso associati all'obesità, quali le dislipidemie, l'ipertensione, la resistenza all'insulina.

Gli obiettivi di una terapia dietetica sono:
• educare il paziente motivato a ridurre il peso almeno del 10% e a mantenere il peso raggiunto;
• ridurre i fattori di rischio e le eventuali comorbilità;
• ridurre le disabilità correlate all'obesità, quando presenti.

La terapia dietetica dell'obesità non può prescindere da un'adeguata restrizione calorica, che deve essere generalmente compresa tra le 500 e le 1000 kcal/die per ottenere una perdita di peso oscillante tra i 500 ed i 1000 grammi per settimana. Questo risultato è ottenibile in media in un periodo di circa 6 mesi.

In generale una dieta di circa 1500 Kcal al giorno per le donne e di circa 1800 Kcal per gli uomini fa perdere peso alla maggior parte dei pazienti.

La restrizione calorica deve essere bilanciata, rispettando le proporzioni dell'apporto calorico ottimale (il 30% dai grassi totali, il 15% dalle proteine, il 55% dai carboidrati).
Maggiori informazioni sulla composizione nutrizionale adeguata di una dieta ipocalorica bilanciata sono contenuti nell'approfondimento.

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PRESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' MOTORIA
 


E' noto che più del 70% delle malattie cronico-degenerative e neoplastiche (causa prevalente di disabilità motoria) sono potenzialmente prevenibili attraverso modificazioni dello stile di vita. Siccome la sedentarietà per tali patologie croniche costituisce un fattore di rischio indipendente è evidente che uno stile di vita sano deve comprendere l'attività motoria e che questa attività deve essere incrementata il più possibile.
Infatti l'esercizio fisico, nelle appropriate dosi e modalità, è in grado di contribuire positivamente al raggiungimento, mantenimento e miglioramento dello stato di salute ed in particolare migliora lo stato di forma cardio-respiratoria e l'assetto lipidico (vedi nell'approfondimento la sintesi degli effetti benefici dell'esercizio fisico).
Con prove di diverso livello è stato dimostrato in adulti sovrappeso e con obesità che l'attività motoria è in grado di contribuire:

• alla perdita di peso;
• al mantenimento della perdita di peso;
• alla diminuzione del grasso addominale periviscerale.

Per un intervento di primo livello, efficace e facilmente proponibile, si può impostare un programma di attività motorie generiche e/o strutturate, facendo riferimento ai livelli di stile di vita dichiarati nell'anamnesi.

Gli obiettivi di una prescrizione di attività motoria sono:
• Modificare lo stile di vita.
• Motivare il paziente a svolgere attività motoria ogni giorno.
• Arrivare a consumare circa 300 kcal al giorno tramite attività motoria strutturata.
• Fare svolgere inizialmente attività motoria per 150-250 minuti a settimana per incrementarla nelle settimane successive oltre i 250
  minuti a settimana.

In base ai dati desunti dal diario, il medico potrà prescrivere al soggetto un programma di esercizio fisico indirizzato allo scopo e specificatamente messo a punto, considerando che:
• L'iniziale programma di esercizio fisico può richiedere in alcuni soggetti la supervisione clinica.
• L'esercizio fisico deve essere svolto inizialmente a lieve intensità aumentandola in modo graduale.
• Il programma deve essere realistico, condiviso negli obiettivi, sviluppato nel tempo e con una specifica attenzione alla capacità
  di movimento del paziente e alle sue modificazioni.
• È importante evitare traumi durante l'esercizio fisico, scegliendo quello più idoneo al soggetto, per evitare una precoce
  interruzione dell'attività (ad esempio è bene usare il cicloergometro o ergometri a manovella invece che camminare a passo
  svelto o correre).
• I soggetti con obesità devono essere incoraggiati a pianificare e registrare l'attività fisica almeno una settimana prima,
  prevedendone il tempo necessario a svolgerla.
• I pazienti devono documentare il loro esercizio fisico, tenendo un diario e registrando la durata e l'intensità dello sforzo
  (nel modulo operativo della prescrizione dell'esercizio, la scheda di prescrizione può anche essere utilizzata come
  diario giornaliero dell'attività svolta).

I benefici dell'esercizio fisico possono essere ottenuti solo a condizione che questo venga protratto nel tempo.
Per questo è fondamentale che l'attività motoria diventi parte dello stile di vita, tenendo anche conto della possibile gratificazione che il soggetto con obesità può trarre in particolare dalla percezione del miglioramento non solo metabolico ma anche fisico.
Per la prescrizione di attività fisiche specifiche, va applicato il semplice, ma fondamentale, principio di favorire tutte quelle attività che si integrano facilmente nella vita quotidiana e che naturalmente contrastano la sedentarietà e questo specialmente in riferimento a quei pazienti che si possono definire, sulla base della classificazione dello stile di vita, come Sedentari e Poco Attivi.

Esempi di consigli da dare:
salire le scale, evitando ove possibile l'ascensore;
non utilizzare la macchina per piccoli spostamenti come fare piccoli acquisti, andare alla posta o in qualche ufficio pubblico;
muoversi il più possibile anche in casa (ad esempio non utilizzare il telecomando del televisore) e non chiedere di essere serviti;
trovarsi degli hobby che includano attività motoria (ad esempio giardinaggio);
parcheggiare la macchina sempre più distante dal luogo di lavoro o da casa;
fare spesso passeggiate (per esempio nel parco con il cane o per vedere monumenti o musei).

Aspetti fondamentali di cui tener conto al fine di prescrivere un programma idoneo e praticabile dal soggetto sono:
la scelta del tipo di esercizio fisico da svolgere in relazione alle abitudini di vita (inutile programmare di fare attività al mattino presto
  se si è abituati a stare a letto fino a tardi);
la praticità di accesso al luogo dove l'esercizio fisico viene svolto (meglio una palestra vicino a casa o sulla strada del rientro
  dal lavoro che una piscina dall'altra parte della città);
l'aspetto economico dell'attività prescelta;
la scelta del tipo di attività motoria da svolgere in relazione agli orientamenti preferenziali del soggetto (inutile prescrivere nuoto
  ad un soggetto che riferisce di non saper nuotare o di non gradire questa attività);
la varietà degli esercizi da svolgere (ad esempio in palestra suddividere le 300 kcal con esercizi al cicloergometro,
  al remoergometro ed all'ergometro a manovella) favorendo così l'adesione al programma e garantendo maggiori effetti allenanti;
le condizioni fisiche del paziente, intese come predisposizione dell'organismo a praticare un determinato tipo di esercizio fisico piuttosto
  che un altro (ad esempio in soggetti fortemente obesi - classe III - è sconsigliato iniziare il programma di esercizio fisico
  prescrivendo jogging, - che in generale va evitato a meno che non sia richiesto dal paziente - perché si tenderebbe a sollecitare
  in maniera eccessiva le articolazioni degli arti inferiori e la colonna vertebrale; in soggetti con patologie prostatiche può essere
  sconsigliata la prolungata seduta su sellini da bicicletta).

Così come esiste una piramide alimentare, esiste anche una piramide dell'attività motoria. Questa rappresenta un esempio di stile di vita al quale il paziente dovrebbe fare riferimento come obiettivo finale in un crescendo ideale di aderenza, in funzione dello stile di vita sia di partenza che di quello progressivamente acquisito. Vedi Appendice 11
Per un intervento di primo livello, efficace e facilmente proponibile, si può impostare un programma di attività motorie generiche e/o strutturate, facendo riferimento ai livelli di stile di vita dichiarati nell'anamnesi.
Utile è far riferimento alla tabella che mostra, in funzione della massa corporea dell'individuo, il tempo necessario a consumare circa 300 kcal in alcune attività motorie tipiche. Vedi Appendice 12
Per un intervento più articolato e impegnativo si può procedere al calcolo del dispendio energetico giornaliero (DEG) in base alle informazioni ricavate dal Diario dell'Attività Motoria. La valutazione del Dispendio Energetico è utile per preparare e proporre un programma di Attività Motoria specifico, utilizzando gli strumenti disponibili negli approfondimenti.

 
TERAPIA COMPORTAMENTALE
 


Le strategie di terapia comportamentale utilizzate in programmi di perdita e mantenimento di peso sono diverse. Nessun singolo metodo o combinazione di metodi comportamentali ha dimostrato di essere chiaramente superiore. Pertanto differenti strategie possono essere utilizzate dai medici per modificare il comportamento del soggetto. Lo scopo è di modificare le abitudini alimentari e l'attività motoria a lungo termine; tali cambiamenti possono essere ottenuti sia sulla base di sessioni individuali che di gruppo. La terapia di gruppo ha il vantaggio di un costo minore.

Specifiche strategie comportamentali includono:
• Auto-monitoraggio delle proprie abitudini alimentari e dell'attività motoria. Individuare il proprio comportamento attraverso l'osservazione
  e la registrazione costituisce un primo passo nella terapia comportamentale.
• Gestione dello stress. Lo stress può indurre modelli di alimentazione scorretta e la gestione dello stress può ridurre situazioni che
  portano alla superalimentazione. Strategie come la meditazione e tecniche di rilassamento sono state tutte impiegate con
  successo nel ridurre lo stress.
• Controllo degli stimoli. Identificare gli stimoli che possono incoraggiare l'assunzione di cibo accidentale aiuta i soggetti
  a limitare l'esposizione a situazioni ad alto rischio. Esempi di strategie per il controllo degli stimoli comprendono: imparare
  a fare attentamente la spesa, tenere i cibi ricchi di calorie fuori dalla propria abitazione, limitare il tempo ed i luoghi in cui mangiare,
  evitare coscientemente le situazioni in cui si verificano le abbuffate.
• Problem-Solving. Questo termine si riferisce all'auto-correzione delle aree problematiche legate alla nutrizione e all'attività fisica.
  Gli approcci al Problem-Solving includono l'identificazione dei problemi correlati al peso la generazione di alternative.
• Management delle contingenze. Il comportamento può essere modificato usando delle ricompense per specifiche azioni, come
  l'aumento del tempo che si è speso camminando o la riduzione del consumo di determinati cibi. Le ricompense, tangibili o verbali,
  possono essere molto utili, particolarmente per gli adulti. Le ricompense possono essere generate sia dal team terapeutico che
  dai soggetti stessi. Per esempio, l'auto-ricompensa può essere monetaria o sociale e dovrebbe essere incoraggiata.
• Ristrutturazione cognitiva. Gli obiettivi non realistici e le convinzioni inaccurate relative alla perdita di peso e all'immagine corporea
  devono essere modificate per favorire il cambiamento dei pensieri disfunzionali e i sentimenti che riducono gli sforzi per perdere peso.
  Sono incoraggiate risposte razionali finalizzate a rimpiazzare i pensieri negativi. Per esempio, il pensiero: "Ho interrotto la mia dieta
  questa mattina mangiando un cornetto al cioccolato; a questo punto tanto vale che mangi quello che voglio per il resto del giorno",
  potrebbe essere rimpiazzato da un pensiero più adattativo del tipo: "Bene, questa mattina ho mangiato un cornetto al cioccolato,
  ma posso ancora mangiare in modo salutare sia a pranzo che a cena".
• Supporto sociale. Un sistema molto forte di supporto sociale può facilitare la riduzione del peso. I familiari, gli amici
  o i colleghi possono aiutare un soggetto a mantenere la propria motivazione e possono fornire un rinforzo positivo.
  Alcuni soggetti potrebbero trovare dei benefici partecipando ad un gruppo di supporto per la riduzione ponderale.
  Genitori e figli in sovrappeso dovrebbero lavorare insieme per impegnarsi ad intraprendere e mantenere una dieta sana ed
  un'attività fisica abituale. Strategie basate sui principi dell'apprendimento, come il rinforzo, offrono strumenti per vincere
  le resistenze alla dieta e all'attività fisica e migliorano la compliance nei confronti di programmi di perdita di peso e di
  mantenimento del peso. Tecniche specifiche comprendono: auto-monitoraggio delle abitudini alimentari e dell'attività fisica,
  gestione di situazioni stressanti, controllo degli stimoli, Problem-Solving, gestione di contingenze, ristrutturazione cognitiva
  e supporto sociale.

 
TERAPIA FARMACOLOGICA
 


E' ormai dimostrato che la restrizione calorica, associata o meno a tecniche cognitivo-comportamentali, non è in grado di ottenere sempre un calo ponderale adeguato e il mantenimento dei risultati raggiunti nel lungo periodo. L'obiettivo della terapia farmacologica è quello di ottenere il calo ponderale e mantenere il peso perduto in pazienti che non hanno raggiunto l'obiettivo terapeutico con le strategie mediche (dieta, esercizio fisico) già messe in atto. I farmaci dovrebbero essere utilizzati nell'ambito del programma di trattamento che include gli elementi descritti precedentemente (dieta, esercizio fisico). Le opzioni farmacologiche non sono normalmente raccomandate fino a che non si sia dimostrato insufficiente almeno un tentativo di un appropriato programma di dimagrimento basato sulla dieta, cioè non sia stata raggiunta un'adeguata perdita di peso iniziale o non sia stato mantenuto un iniziale calo ponderale, nonostante i consigli alimentari.

La terapia farmacologica è indicata in:
• pazienti con IMC maggiore o uguale a 27 kg/m2 con una alterazione di salute cronica associata all'eccesso di peso;
• pazienti con IMC maggiore o uguale a 30 kg/m2.

Tutti i trattamenti farmacologici a breve termine non sono di alcuna utilità.  Attualmente l’unico  farmaco approvato per il trattamento a lungo termine di sovrappeso/obesità è Orlistat.

L'Orlistat inibisce le lipasi intestinali riducendo l'assorbimento dei grassi intestinale alimentari.
Se il paziente non risponde al farmaco, va valutata la sua aderenza alla terapia farmacologica e alle altre terapie e va considerato un aggiustamento del dosaggio.
Se il paziente continua a non rispondere, o si verificano effetti avversi seri, la somministrazione del farmaco va sospesa.
Per le caratteristiche di Orlistat vedi Appendice 5

 
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
 


1. Identificare, valutare, trattare. Linee Guida Italiane Obesità (LiGIO'99).
2. The Practical Guide Identification, Evaluation, and Treatment of Overweight and Obesity in Adults. National Institutes of Health, National Heart, Lung and Blood
    Institute North American Association for the Study of Obesity. NIH Publication No. 00-4084 October 2000
3. Clinical Guidelines on the Identification, Evaluation, and Treatment of Overweight and Obesity in Adults. The Evidence Report. NIH Publication, N° 98-4083,
    September 1998 National Institute of Health
4. VA/DoD Clinical Practice Guideline for Screening and Management of Overweight and Obesity. Department of Veterans Affairs Department of Defense
     Version 1.0 – 2006
5. Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana. Ministero delle politiche agricole e forestali, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

6. Appropiate Physical Activity Intervention Strategies for Weight Loss and Prevention of Weight Regain for Adults. American College of Sports Medicine.
     Position Stand 2009.

7. R. Dalle Grave & C.E. Di Flaviano, "Perdere peso a colpo d'occhio", Positive Press Verona, 2001.