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ATLETICA: MORTO MARATONETA; MEDICO SPORT,EVENTO IMPREVEDIBILE (ANSA) - ROMA, 22 MAR - ''Un evento raro e imprevedibile, dovuto a fattori individuali che possono sfuggire al controllo'': cosi' Sergio Cameli, medico federale della Federazione italiana pallavolo (Fipav), commenta la morte di un concorrente di 46 anni della maratona di Roma. ''Il fatto che l'uomo abbia concluso la gara in 3 ore e 30 minuti - spiega Cameli - dimostra che era un soggetto sicuramente allenato. Dando per scontato che la persona, che aveva 46 anni, aveva eseguito tutti i controlli sanitari previsti, la sua morte per infarto rientra nell'imprevedibilita'''. Per eventi di questo tipo, secondo il medico sportivo, sono importanti, ma non sempre decisivi, ''soccorsi tempestivi, al massimo entro 30' o 40'''. Cameli ricorda che dopo i 35-40 anni il rischio cardiovascolare nell'uomo aumenta sensibilmente, ''e chi intende svolgere un'attivita' agonistica deve sottoporsi a un elettrocardiogramma da sforzo massimale. Inoltre vanno tenuti sotto controllo i fattori di rischio immodificabili, genetici e familiari, e quelli modificabili come il fumo di sigaretta, l'alimentazione e il dosaggio dell'allenamento''. ''Purtroppo - sottolinea il medico della Fipav - non sempre i controlli, anche se eseguiti in maniera perfetta, possono far prevenire un evento fatale''. In Italia, comunque, casi di questo genere sono rari: ''la nostra legge sull'idoneita' sportiva - conclude Cameli - e' all'avanguardia nel mondo, e ha migliorato la salute collettiva grazie ai maggiori controlli cui si sottopone chi intende svolgere attivita' sportiva''. (ANSA). NAN ROMA, 22 MAR |
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