USA - EPIDEMIA DI E. COLI O:157 DOVUTA AL CONSUMO DI SPINACI: NESSUN PERICOLO SEGNALATO IN EUROPA ED IN ITALIA.

Continua negli Stati Uniti la diffusione dell'epidemia di Escherichia coli O:157 con il coinvolgimento, sulla base degli ultimi dati del Center of Diseases Control, di 114 cittadini, in 21 Stati. L'origine, al momento non confermata da dati analitici di laboratorio ma praticamente quasi certa, è legata a spinaci freschi o insalate miste contenti spinaci, pre-lavati e confezionati in buste o vaschette plastiche contaminati all'origine, consumati crudi o cotti in modo insufficiente ad inattivare il batterio.

Escherichia coli O:157

E. coli O157 è un batterio emergente che esplica la sua tossicità tramite la produzione di una tossina detta verocitotossina o tossine Shiga-like. Il serbatoio di questo microrganismo è il tratto intestinale degli animali domestici, il bovino soprattutto, e la trasmissione all'uomo avviene principalmente tramite alimenti o acque direttamente contaminate da feci bovine.

L'infezione da ceppi di E.Coli verocitotossine produttori (VTEC) è responsabile di quadri clinici di diversa entità tra i quali l e forme di colite emorragica (HC) e la sindrome uremico-emolitica (HUS) che rappresenta la più grave complicanza.

Nei soggetti adulti ed immunocompetenti solitamente i sintomi, rappresentati da diarrea e crampi addominali, si verificano da 24 ore ad una settimana di distanza dall'ingestione dell'alimento contaminato (solitamente dopo 2-3 giorni dal consumo dell'alimento) e si risolvono completamente in breve tempo.

Nei bambini di 4-5 anni e nei soggetti anziani invece la malattia può decorrere in modo particolarmente grave con danni renali ed episodi emorragici ad elevato tasso di mortalità (forma emolitico uremica pediatrica – SEU).

La gravità della tossinfezione è molto elevata: 18 pazienti hanno subito danni renali e uno è deceduto (aggiornamento al 17 settembre 2006).

Sulla base di questi dati, la Food Drug Administration ha raccomandato ai cittadini americani, con una importante campagna di comunicazione, di non mangiare spinaci freschi in busta o insalate contenenti spinaci crudi in quanto anche il lavaggio accurato può risultare insufficiente ad eliminare il microrganismo, e di rivolgersi ai centri sanitari in caso di manifestazioni cliniche riconducibili alla tossinfezione; ha inoltre messo a disposizione sul sito internet una sezione dedicata ad informazioni relative al microrganismo e all'epidemia con risposte a numerosi quesiti sull'argomento.

La prima epidemia documentata causata da questo microrganismo è datata 1982 ed è stata ricondotta al consumo di hamburger contaminati in una catena di fast food americani. Il numero di casi di tossinfezione registrati, ha subito negli anni successivi una continua crescita portando all'inserimento di E. coli O:157 nella lista dei patogeni emergenti dall'Organizzazione Mondiale delle Sanità (WHO)

Seppur l'attuale epidemia da E.Coli, causata dal consumo di un vegetale, sia quella che per questo microrganismo ha coinvolto il maggior numero di cittadini, non è la prima: negli ultimi 16 anni infatti sono stati registrati negli USA ma anche in Europa, numerose tossinfezioni alimentari dovute a prodotti vegetali freschi, nazionali o importati. Il consumo di frutta e verdura crude è raccomandato dai medici e dagli operatori sanitari per la prevenzione di numerose patologie in quanto rappresenta una delle principali fonti di vitamine e minerali essenziali per la nostra alimentazione ma può esporre al rischio di ingerire microrganismi anche pericolosi che possono contaminare i vegetali nel corso dei processi di fertilizzazione e di irrigazione o per inquinamento durante le fasi di stoccaggio, trasporto e vendita al dettaglio.

Casi di malattie alimentari nel periodo 1990-'96 negli Stati Uniti, dovuti al consumo di frutta, verdura e bevande derivate:
anno
alimento
microrganismo
n. casi
90 meloni Salmonella 245
90 pomodori Salmonella 174
90 fragole virus epatite A 18
91 meloni Salmonella > 400
93 sidro di mele E.coli O157 23
93 pomodori Salmonella 84
94 cipollotti Shighella 72
95 germogli Salmonella 242
95 succo d'arancia Salmonella 63
95 lattuga E.coli O157 70
96 lattuga E.coli O157 49
96 lamponi Cyclospora 978
96 succo di mela E.coli O157 71
R.V.Tauxe EID Vol.3 No.4 “Emerging Foodborne Diseases: an evolving public health challenge”.

 

A seguito dei primi casi identificati negli USA, che hanno causato preoccupazioni tra la popolazione con un calo dei consumi degli alimenti incriminati e conseguenti gravi danni per le imprese, alcune associazioni produttori hanno adottato specifici manuali di buona prassi di coltivazione finalizzati a controllare le contaminazione da batteri potenzialmente patogeni in campo.

L'esigenza di intervenire garantendo l'igiene dei vegetali nelle prime fasi di produzione, raccolta e trasporto, è legata infatti alla scarsa disponibilità di misure in grado di ridurre o eliminare eventuali microrganismi pericolosi per l'uomo nelle fasi successive (conservazione, lavaggio, preparazione).

L'Unione Europea, pur non avendo al momento dovuto fronteggiare crisi come quella in atto negli Stati Uniti, ha cercato di prevenire il problema inserendo nel nuovo quadro giuridico del “Pacchetto igiene”, in vigore dal 1° gennaio 2006, la responsabilità dei produttori primari e l'obbligo da parte degli stessi di attuare misure di autocontrollo per garantire la sicurezza dei propri prodotti.

La responsabilità e le misure individuate dai produttori per essere efficaci dovranno essere affiancate da un adeguato ed efficiente controllo pubblico in assenza del quale, come si sta verificando in questi giorni negli Stati Uniti, potranno essere realizzate ottime linee guida e manuali di autocontrollo destinati a rimanere inutile burocrazia.

A cura di:
Bartolomeo Griglio, Walter Marrocco, Valentina Marotta