BOTTA E RISPOSTA SULL'USO DEGLI ORMONI NELL'ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI DESTINATI ALL'ALIMENTAZIONE UMANA

Perché vengono somministrate sostanze anabolizzanti o ormoni agli animali in produzione zootecnica? Le sostanze anabolizzanti vengono impiegate in zootecnia con lo scopo principale di aumentare le produzioni (più carne o nel caso della somatotropina più latte con una minor quantità di mangime); in alcuni casi il loro uso viene favorito anche dalla capacità di queste sostanze di modificare le caratteristiche organolettiche dell'alimento rendendolo più appetibile alle esigenze dei consumatori (meno grasso, colore più chiaro, maggiore tenerezza).
Esistono vari gruppi di sostanze che svolgono azioni differenti e che nel corso degli anni sono state selezionate ed impiegate fraudolentemente per migliorare le produzioni puntando ad incrementare l'appetito dell'animale (es. cortisonici), a rallentare il metabolismo per migliorare la trasformazione degli alimenti in proteine e quindi carne (tireostatici, progestinici), a spostare gli equilibri energetici dell'organismo a favore delle produzione di proteine rispetto ai grassi (estrogeni, androgeni, Beta agonisti, somatotropina). La somatotropina ricombinante (rBST) o (rBGH), è la copia geneticamente modificata della somatotropina (ormone della crescita) naturalmente prodotta dall'organismo animale.
La somministrazione di GH bovino (BGH) induce un aumento della produzione lattea a seconda del tipo di animale sottoposto a trattamento e delle razione somministrata secondo alcuni autori anche per percentuali superiori al 20% (si stima che dall'autorizzazione all'impiego avvenuta negli USA nel 1993, vi sia stato un incremento legato alla somatotropina di produzione di latte pari al 12%)

Quali sono i possibili residui presenti negli alimenti?

Negli anni '80 è scoppiato un grande scandalo legato alla segnalazione di alcuni casi di ginecomastia, telarca e pubertà precoce in bambini, risultati collegati al consumo di omogeneizzati contenenti dietilstilbestrolo, ormone sintetico ad attività estrogenica somministrato in quel periodo, oltre che agli animali come promotore di crescita fraudolento, anche a milioni di donne per la prevenzione dell'aborto. Il dietilstilbestrolo è poi stato poi vietato anche in medicina umana.
Le modalità di doping, per quanto è possibile conoscere dai sequestri effettuati dalle forze dell'ordine e dai controlli svolti dai servizi veterinari delle ASL con il supporto della rete dei laboratori degli Istituti Zooprofilattici, sono oggi prevalentemente basate su ormoni naturali (seppur prodotti con tecniche di sintesi) e cortisonici.
Per quanto riguarda la somatotropina, trattandosi di una molecola sovrapponibile a quella naturale viene metabolizzata a livello epatico e quindi non è possibile ritrovarla negli alimenti.
E' per questo che a tutt'oggi non sono disponibili tecniche analitiche affidabili per la ricerca della somatotropina negli alimenti posti in commercio.
Il divieto di impiego posto dall'Unione Europea si basa prevalentemente sui danni che l'impiego di tale farmaco può causare agli animali richiedendo un incremento di utilizzo di farmaci antibatterici, che aumentano il rischio di presenza dei residui di tali farmaci nel latte e incrementano il rischio di comparsa di farmaco-resistenza batterica, riducendo la capacità di detossificazione dell'organismo animale con un possibile aumento della concentrazione di sostanze tossiche nel latte e per l'aumento nel latte di bovine trattate di una proteina la somatomedina C o Insulin Growth Factor 1 (IGF1) prodotta a livello epatico che potrebbe, in parte essere assorbita a livello intestinale dall'uomo.

Quali possono essere gli effettivi rischi per l'uomo?
Sin dal 1989, la Comunità Europea, sulla base di un principio di precauzione, ha vietato l'impiego negli allevamenti di sei ormoni utilizzati negli Stati Uniti ed in numerosi altri Paesi quali modulatori del sistema endocrino per migliorare la crescita dei vitelli ed altri animali. Tale divieto, presente in Italia fin dal 1961, è esteso anche all'importazione di carni ottenute da animali sottoposti a trattamento con sostanze ormonali. Nel maggio del 2000, la Commissione europea, ha confermato il divieto permanente dell'estradiolo 17beta. Su altri cinque ormoni di crescita - progesterone, testosterone, zeranolo, trembolone e melengestrolo acetato è stato confermato il divieto provvisorio per dare tempo agli scienziati di completare le indagini sull'effettivo rischio a cui potrebbero essere esposti i consumatori.
Attualmente le carni ed i prodotti di origine animale risultano essere tra gli alimenti più controllati. I risultati delle indagini per la ricerca di sostanze anabolizzanti hanno evidenziato irregolarità nello 0,35% in Italia nel triennio 1997-1999 su oltre 60.000 campioni prelevati.
Le sostanze ormonali in genere riscontrate sono sovrapponibili a quelle presenti naturalmente nell'organismo animale e somministrate in quantità tali da rimanere al limite dei livelli fisiologici naturalmente presenti nell'organismo animale e quindi non più rilevabili negli alimenti che arrivano al consumo.
L'uso fraudolento di sostanze non consentite da parte di una minoranza di allevatori disonesti comunque è ancora presente e quindi è importante continuare a garantire il mantenimento di una elevata attenzione alla sicurezza alimentare, realizzata sino ad oggi mediante la strutturazione di un controllo veterinario ed una rete di laboratori (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) che dipendono dal Ministero della Salute e quindi perseguono l'obiettivo prioritario della salute pubblica e rappresentano, grazie anche all'azione delle forze dell'ordine, un deterrente per i produttori disonesti.

A cura di:
Bartolomeo Griglio (ANMVI) e Walter Marrocco (FIMMG)