INTERFERENTI ENDOCRINI (IE, ENDOCRINE DISRUPTERS ) E SICUREZZA ALIMENTARE

Cosa sono gli Interferenti Endocrini (IE)?

Un eterogeneo gruppo di sostanze caratterizzate dal potenziale di interferire con il funzionamento del sistema endocrino attraverso svariati meccanismi - l’omeostasi degli steroidi e della tiroide sono i principali bersagli degli effetti degli IE, le cui ricadute principali riguardano la salute riproduttiva e dell’età evolutiva.

In che modo possiamo essere esposti agli IE attraverso gli alimenti ?

- Contaminanti organici persistenti: sostanze che persistono nell’ambiente e bioaccumulano; ne fanno parte sia sostanze vietate ma che continuano ad essere presenti nelle catene alimentari in virtù della loro persistenza (Policlorobifenili, DDT e composti simili) sia le diossine, essenzialmente prodotte da processi di combustione
- Pesticidi, sostanze ad uso zootecnico la potenziale esposizione è connessa al loro utilizzo nella filiera agroalimentare, soprattutto ove questo avvenga non rispettando le prescritte limitazioni di uso. Diversi tipi di antiparassitari sono considerati potenziali IE (ad es., imidazoli, carbammati, dicarbossimidi, triazoli..). La presenza di residui negli alimenti può aversi sia per applicazione diretta sia per esposizione indiretta (ad esempio per contaminazione dei pascoli). Un gruppo particolare sono gli anabolizzanti per gli animali da carne; benché vietati in Europa, persistono situazioni di uso.
- Sostanze industriali: un gruppo disparato di composti che comprendono additivi delle plastiche (es., ftalati), sottoprodotti di detergenti (alchilfenoli), ritardanti di fiamma (composti bromurati), metalli pesanti (cadmio, arsenico). La potenziale esposizione della catena alimentare può avvenire sia per contaminazione ambientale, sia per contatto diretto (sostanze utilizzate in materiali a contatto con alimenti)
- “Fitoestrogeni”: sono sostanze del mondo vegetale con attività endocrina (isoflavoni, lignani, ecc.), presenti soprattutto in alcuni alimenti, come la soia. Una buona assunzione alimentare di fitoestrogeni potrebbe essere un fattore protettivo contro alcuni tumori (ad es., mammella, prostata) e patologie della menopausa (ad es., osteoporosi); tuttavia, sussistono perplessità riguardo all'esposizione a dosi elevate soprattutto durante la gravidanza o la prima infanzia, ad es. attraverso l'uso di integratori o latti artificiali a base di soia. Vi è una quantità crescente di dati di tossicologia sperimentale sui meccanismi di azione degli IE; inoltre è dimostrato l’impatto di IE sull’equilibrio di alcuni ecosistemi, soprattutto acquatici.
Per quanto riguarda la salute umana, In pratica, una mole considerevole di dati mostrano una correlazione fra aumentati livelli di esposizione della popolazione generale a specifici gruppi di IE (evidenziati indirettamente e, talora, mediante biomarcatori) e aumentato rischio di patologie su base endocrina, prevalentemente ma non solo della sfera riproduttiva: infertilità maschile, malformazioni dell’apparato riproduttivo (ipospadie, criptorchidismo), abortività, endometriosi, pubertà precoce, ritardo dello sviluppo neurocomportamentale, etc. Minori sono le evidenze per una correlazione con forme tumorali: tuttavia, vi sono indicazioni, meritevoli di approfondimento, nei confronti di associazioni con il rischio di cancro testicolare (seminoma), prostatico e anche (in presenza di predisposizione genetica) mammario. In sintesi i dati disponibili, di qualità peraltro assai variabile, sostengono l’esistenza di un’ associazione ma non sono sufficienti a valutare l’effettivo impatto degli IE quali fattori di rischio.

Vediamo gli specifici motivi di preoccupazione:
- il rischio di effetti ritardati sullo sviluppo: esposizioni prenatali o perinatali che inducono alterazioni (infertilità, alterazioni neurocomportamentali od immunitarie) osservabili alla pubertà o nell’età adulta;
- la delicatezza e complessità del bersaglio: il sistema endocrino è cruciale per lo sviluppo dell’individuo e per il mantenimento delle fondamentali funzioni di relazione fra l’organismo e l’ambiente esterno quali la regolazione dei sistemi riproduttivo, nervoso ed immunitario. Inoltre la suscettibilità varia con il sesso e con la fase vitale, per cui la stessa sostanza può indurre effetti diversi in diverse età;
- il possibile effetto “cocktail”:

Per approfondimenti :
sito web “interferenti Endocrini” dell'Istituto Superiore di Sanità: http://progetti.iss.it/inte/

A cura di
Alberto Mantovani Dipartimento di Sanità Alimentare ed Animale - Istituto Superiore di Sanità