
I diabetici anziani senza rischio aggiuntivo, anche se anziani, se in buone condizioni di salute e autonomi, devono eseguire i medesimi controlli previsti per i pazienti più giovani, al fine di ottenere e mantenere i livelli di compenso metabolico più ambiziosi che sono previsti in questa categoria di pazienti.
Come indica il Progetto IGEA per poter monitorizzare adeguatamente un paziente diabetico senza complicanze è necessario eseguire come minimo:
• Trattamento intensivo mirato all’ottimizzazione dell’HbA1c
Ο Misurazione Emoglobina glicata: ogni 3-4 mesi
Ο Misurazione della Microalbuminuria: annuale
• Riduzione della pressione arteriosa
Ο Misurazione della pressione arteriosa: ogni 3-4 mesi
• Riduzione della colesterolemia
Ο Misurazione di Colesterolemia totale, Colesterolo HDL, Colesterolo LDL calcolato, Trigliceridemia: ogni anno
• Valutazione del piede ed educazione del paziente
Ο Esame obiettivo del piede e stratificazione del rischio: ogni anno
• Esame del fondo oculare
• Modifica degli stili di vita: adottare una alimentazione corretta, fare un regolare esercizio fisico
Ο Misurazione di peso e altezza per il BMI, e della circonferenza vita
Deve essere prevista la valutazione periodica da parte del Centro Diabetolgico, secondo il Piano di Cura adottato, finalizzata al buon controllo metabolico e alla diagnosi precoce delle complicanze.
In più si deve considerare che nei diabetici anziani, trattati con metformina, il controllo del filtrato glomerulare stimato dovrebbe essere effettuato almeno una volta all’anno e in occasione di ogni incremento posologico.
Lo screening annuale del diabetico anziano dovrebbe prevedere la ricerca dei sintomi di incontinenza.
In diabetici anziani in terapia con tiazidici o diuretici dell’ansa dovrebbero essere effettuati controlli di sodiemia e potassiemia entro 1-2 settimane dall’inizio della terapia, a ogni incremento posologico e, comunque, almeno annualmente; lo stesso vale per quelli in terapia con ACE-inibitori o con sartani, i quali dovrebbero controllare anche la creatininemia con il calcolo del filtrato glomerulare stimato.
Il diabetico anziano dovrebbe essere interrogato su eventuali episodi di cadute a terra e in tal caso, ne andranno indagate le cause (per es. farmaci, fattori ambientali, ecc.).
Autocontrollo glicemico nel paziente anziano
Nei diabetici anziani lo schema di automonitoraggio dovrebbe essere commisurato al grado di autosufficienza e quindi alle singole capacità funzionali, affettive e cognitive.
Lo schema deve essere basato sugli obiettivi glicemici e di HbA1c programmati, sulle reali possibilità di modificare la terapia e sul rischio di ipoglicemia.
Nei pazienti diabetici che assumono terapie che possono potenzialmente indurre ipoglicemie, l’autocontrollo glicemico, condiviso con il team diabetologico, è una componente indispensabile della gestione della malattia diabetica sia per raggiungere gli obiettivi terapeutici sia per ridurre il rischio di ipoglicemie gravi.
La frequenza dell’autocontrollo deve essere adattata agli eventi intercorrenti e intensificata in presenza di situazioni cliniche quali patologie intercorrenti, ipoglicemie inavvertite, ipoglicemie notturne, variazione della terapia ipoglicemizante.
L’addestramento all’autocontrollo glicemico deve inserirsi in un programma educativo condotto e controllato a medio-lungo termine da personale sanitario del team diabetologico.